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storia rcm, Raimondi Costruzioni Meccaniche
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Storia dell'impresa Raimondi
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Bicicletta Cypselus
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Le origini della RCM Spa (Raimondi Costruzioni Meccaniche) di oggi, risalgono alla fine dell'Ottocento e sono strettamente legate alla famiglia Raimondi. Ippolito Raimondi, nonno paterno degli attuali proprietari della RCM, nel 1899, a Parma, produceva e commercializzava una gamma completa di "moderne biciclette" chiamate Cypselus.
Alcuni modelli, come la "Bicicletta senza catena", con trasmissione cardanica, o la "Bicicletta novità da viaggio" con le ruote di diametro differenti, mostrano come si trattasse di una produzione attenta a soluzioni tecniche innovative. Nello stesso periodo (1899), Ippolito rappresentava la Ditta Società Italiana Bernardi di Padova che produceva automobili tra le più innovative di quelle allora in produzione. Si pensi che nello stesso anno, 1899, veniva fondata la Fiat. |

Locandina Pubblicitaria
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Nei primi anni del 900 Ippolito si trasferisce a Modena presso la Carrozzeria Orlandi, anch'essa costituita nel 1899, incaricato di sviluppare il progetto di costruzione di un'automobile.
La produzione di Biciclette fù continuata per alcuni anni da uno dei quattro figli: Romeo, fino al suo trasferimento a Modena, dove trova occupazione prima nel Proiettificio Gatti, dal 1915 al 1918, e poi per breve periodo presso un'officina di riparazione di automobili. |

Ciclo a motore MR Train
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Nel 1922 Romeo, assieme al socio Malagoli fondava la MR per costruire motociclette.
Nel 1925 la MR presenta tre versioni di CICLO A MOTORE dotate di motore TRAIN: 98 e 123 cc. con cambio graduale "TIPO RAIMONDI" che, come recitava l'opuscolo di presentazione "... permetteva la partenza da fermo come le migliori trazioni...".
Tra il '26 e '28 venivano prodotti circa 100 cicli a motore. |

Motore marino
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Nel 1928 la Società cambia Ragione Sociale e la nuova Officina Meccanica Romeo Raimondi inizia la produzione di motori industriali prima a due tempi e poi, nel 1932, a quattro tempi. Nel 1934 la RC di Raimondi e Caiumi produceva 13 modelli di motopompe per uso irriguo. Alcune di queste montavano motore diesel da 6, 10 e 15 CV. Dal 1935 inizia la produzione di MOTORI MARINI che caratterizzerà l'attività dell'azienda fino alla metà degli anni '60. Nell'arco di questi trenta anni furono costruiti oltre 20 modelli di motori diesel da 10 a 100 CV. di potenza utilizzati su varie imbarcazioni: militari, da diporto, e prevalentemente barche da pesca, coprendo un'area di mercato che comprendeva il Medio Adriatico e tutta la Sicilia. |

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Parallelamente alla produzione di motori marini, si sviluppava quella di motori industriali (37 modelli) da 8 a 80 CV. raffreddati ad aria e ad acqua per vari utilizzi: trattori agricoli, macchine movimento terra, trasporti interni ecc. E' del 1946 il primo TRATTORE realizzato con parti di recupero bellico con motore di 40 CV.
Negli anni '50 buona parte dei componenti venivano prodotti internamente; pistoni, bronzine ecc. e già prima della guerra la RC era stata tra i primi costruttori di motori Diesel. Nei primi anni 50 la RC aveva sviluppato una tecnologia (motori con valvole in testa) d'avanguardia che poteva tranquillamente competere con la produzione del colosso Fiat. |


Stabilimento RC di Modena
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E' di questo periodo il Leprotto con motore diesel da 4 CV.utilizzato nelle fornaci per la movimentazione interna. Nel 52/53 inizia la produzione del Bruco, cavallo di battaglia dell'Azienda, integralmente prodotto all'interno. Si tratta di una macchina molto innovativa a quattro ruote motrici gommate cingolabili senza differenziale. E' stata prodotta in quattro versioni: 40, 45,50 e 80 CV. nell'arco di vent'anni.
Nel 1956 inizia la produzione dell'R4 da 35 CV. sempre a quattro ruote motrici gommate cingolabili che veniva commercializzata dalla ditta F.lli Rossi di Bologna. L'R4 è stato prodotto in tre versioni 15, 25 e 35 CV. Oltre a questa, che costituiva la produzione prevalente, la RC ha realizzato, sempre con spirito fortemente innovativo, alcune serie di macchine speciali quali:
- gli spazzaneve motorizzati da 50 e 80 CV. impiegate dall'ANAS per la prima volta in occasione delle Olimpiadi invernali di Cortina nel 1956. Uno di questi esemplari è tutt'ora in servizio presso la RCM spa in caso di nevicate particolarmente abbondanti.
- la Caricatrice P2, realizzata sul concetto del Bruco, da utilizzare in cantieri edili e in cave terriere.
- la Motolivellatrice L2 (1964), dotata del motore diesel T 368 di 60 CV. sempre concepita sulla base del modello Bruco a quattro ruote motrici. |

La prima motoscopa RCM
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Nasce RCM
Nel 1967 l'Azienda si trasferisce a Casinalbo, dove tuttora si trova lo stabilimento principale e la sede amministrativa, assumendo la Ragione Sociale RCM snc.
Le sorti dell'Azienda però, rischiano di essere compromesse dalla concorrenza di colossi nazionali e stranieri, così, già nel 1967, dopo aver sperimentato personalmente il problema costituito dalla difficoltà di spazzare bene ed in fretta una vasta area (le prime pulizie dei 2500 mq. della nuova sede di Casinalbo), scatta l'idea di costruire una macchina appropriata.
Dalla successiva ricerca sulle macchine proposte allora dal mercato, si concretizzò l'idea di produrre una spazzatrice, economica (perchè il mercato non ne avrebbe sentito l'esigenza come oggi), piccola (per adattarsi alle dimensioni della maggior parte delle aziende italiane), molto performante (per affrontare situazioni di sporco pesante).
Nacque così la prima motoscopa RCM: il modello R 700, mutuata da esempi di fabbricazione tedesca .
Ben presto però, dopo questa prima esperienza, maturano le scelte tecniche definitive, valide tutt'ora:
- carico nel contenitore posteriore unificato sia per il materiale pesante che per la polvere;
- riduzione al massimo degli ingombri, filtri in cellulosa;
- grande capacità filtrante ed aspirante. |

La prima R500
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RCM inventa così nel 1970, R 500, novità assoluta per dimensioni e concezione costruttiva. I primi esemplari (di cui uno perfettamente funzionante è conservato presso la sede di via Tiraboschi ) vengono consegnati nel 1971. Le nuove minuscole motoscope RCM facevano così scoprire a migliaia di aziende la grande utilità della pulizia meccanizzata.
La R500, prodotta fino al 1991 in 50 mila esemplari ha contribuito in modo determinante a creare un mercato, prima inesistente, con beneficio di tutto il settore della pulizia industriale. Accanto alla piccola R 500 viene sviluppato un altro modello di fondamentale importanza. Una motoscopa da 70 cm. di larghezza, non più a contenitore anteriore, com'era stata la prima macchina RCM, ma posteriore come tutte le motoscope RCM da quel momento in poi. |

R850
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Negli stessi anni RCM, forte del successo ottenuto con le prime motoscope con uomo a terra, avverte l'esigenza di produrre macchine più grandi, capaci di rispondere alla domanda specifica dell'industria ceramica molto diffusa in zona.
Nasce così l'intramontabile R 850, motoscopa in cui le caratteristiche di robustezza, praticità d'uso ed economicità sono portate alla massima espressione.
R 850 sopravvive, ancora richiestissima, e sostanzialmente inalterata nella sua architettura generale ancora oggi. |

R702
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La crescita dell'Azienda procede costante e sentendosi ormai sicura di poter offrire già una gamma di macchine ben collaudate (R 500, R 701, R 850), RCM esce dall'ambito locale e si affaccia sui mercati europei. ' del 1976 la prima partecipazione ad INTERCLEAN, la mostra mondiale della pulizia industriale ad Amsterdam.
Il successo delle motoscope RCM sui mercati esteri spinge l'Azienda ad ampliare sempre più la gamma prodotta, prima con R 702, la prima motoscopa da 70 cm. con uomo a bordo poi con le grandi macchine R 900 e R 1250. |

R581
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All'inizio degli anni '80 RCM si presenta sul mercato come una solida Azienda a livello europeo: lo spirito innovativo ereditato da Romeo Raimondi, caratterizza costantemente la produzione e nel 1981, in occasione della prima edizione di "PULIRE", la mostra italiana del settore organizzata dal AFIDAMP, RCM presenta R 581. Dopo un decennio di vastissima produzione del modello R 500 e di tutte le sue varianti, che avevano invaso il mercato, RCM avverte l'esigenza di un rinnovamento in questo strategico segmento.
L'introduzione dell'innovativo filtro a pannello, della meccanizzazione dei comandi e del pianale inclinato (linea a cuneo) per aumentare le capacità del contenitore, danno una svolta alla concezione della macchina con operatore a terra fino ad allora conosciuta. |

Spazzamarciapiedi RX 918
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Nel 1983, quando la gamma RCM era già composta da sette diversi modelli con spazzola centrale da 50 a 1250 cm. l'Azienda modenese concepisce l'ambizioso progetto di costruire una motoscopa per la pulizia dei marciapiedi urbani.
Dopo tre prototipi sperimentali RX 918 SWINGER viene presentata all'edizione '86 di INTERCLEAN suscitando sorpresa e meraviglia per le innovazioni tecniche apportate.
Negli stessi anni nasce anche Synergy, primo esempio di mezzo ibrido con propulsione a benzina e batteria nel settore della pulizia industriale. |

R702 Synergy
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RCM vive da protagonista anche gli anni '90 accentuando la sua vocazione innovativa e potenziando la sua organizzazione di vendita .
Dalla volontà di adeguare tutte le proprie azioni a questo obiettivo nasce anche l'esigenza di un nuovo e più attuale logo aziendale.
Così, alla fine del 1990, RCM presenta un ampio programma di rinnovamento della gamma.
Molte e di importanza strategica le novità che riguardano tutte e tre le categorie di macchine costruite (operatore a terra, operatore a bordo con scarico manuale, operatore a bordo con scarico idraulico). |

La gamma Brava
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Discendente della capostipite R 500 e figlia di R 581, nel 1991 nasce Brava rivoluzionando di nuovo un segmento di mercato ormai spinto alla fase terminale da una concorrenza selvaggia e priva di contenuti tecnici. L'idea è semplice e scaturisce dalla volontà di applicare alla motoscopa alcuni elementari concetti di produzione industriale nell'ottica del contenimento dei costi unito al mantenimento di un alto standard qualitativo. Ciò che distingue Brava da un altra motoscopa è la struttura "a conchiglia" dell'elemento in ABS che è allo stesso tempo contenitore della spazzatura e chiusura del vano filtri. La semplificazione costruttiva rende possibile accedere a processi produttivi maggiormente industrializzati come ad esempio la realizzazione a stampaggio della scocca portante in lamiera.
Ma il progetto Brava non riguarda un solo modello. Lo stesso modello costruttivo viene esteso a Brava 600, Brava 700 e Fyonda presentate in anteprima all'organizzazione commerciale all'Autodromo del Mugello nell'Aprile del '93. Brava 600 e Brava 700 sviluppano infatti il tema della "Modularità" contenuto in Brava che consente di utilizzare al massimo elementi base differenti solamente per dimensioni.
Anche Fyonda, la nuova motoscopa da 70 cm. con operatore a bordo e scarico manuale, fa parte del "sistema Brava": un innovativo telaio tubolare ospita infatti l'intero gruppo spazzante/aspirante del modello Brava 700.
Nel corso del '92 intanto RCM aveva presentato altri due modelli di grande importanza: R 703 e R 855. La prima con operatore a bordo e scarico manuale, la seconda con operatore a bordo e scarico meccanico del contenitore. Sono due macchine che sviluppano ulteriormente i tradizionali concetti di VISIBILITA' e PRESTAZIONI, con una nuova attenzione al contenimento della rumorosità ed alla sicurezza. |

R703 sack
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Agli inizi degli anni '90 appare anche un'altra idea destinata a stabilire nuovi standard di riferimento nella definizione della qualità del lavoro di una motoscopa: R 703 Sack.
La motoscopa che raccoglie e trattiene lo sporco nel sacco, evitando la dispersione di polvere anche durante le fasi di scarico.
Un'innovazione, coperta da brevetto, che eleva la motoscopa dal piano della pulizia a quello del rispetto dell'ambiente e della salute di chi vi opera. |

Lavasciuga Drive
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L'esperienza maturata nel settore urbano con Coro 140 City e RX 918 ha dato vita a Ronda, la motoscopa compatta per la pulizia dei centri storici con l'esclusivo sistema di raccolta silenzioso e anti-polvere.
Issa Interclean 2000 ha visto completarsi il rinnovamento del segmento delle uomo a bordo con le nuove boxer, mille e duemila che costituiscono un ulteriore esempio di come una buona idea (standardizzazione dei processi costruttivi), abbinata alla determinata volontà di produrre ad un alto livello di qualità, conducano a grandi risultati.
Se questo è vero e vale per il suo prodotto storico, la motoscopa, oggi RCM SpA ha intrapreso una nuova fase del proprio sviluppo con la presentazione, sempre a Issa Interclean 2000, di una nuova completa gamma di lavasciuga pavimenti. Frutto di un grande sforzo organizzativo e finanziario, questo evento è destinato a ri-posizionare RCM SpA ad un livello superiore di competitività sul mercato. |

Lavasciuga Go
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Il 2001 e il 2002 sono anni in cui si consolida e si evolve la produzione delle lavasciuga ma si pongono le basi per il completamento definitivo della gamma.
A Pulire 2003 infatti vengono presentate diverse novità.
Oltre alla serie delle macchine Inox per l’industria alimentare e Mark I a rulli, compare GO la piccola lavasciuga dalle eccezionali doti di asciugatura a autonomia di lavoro.
E per ultima, ma non per importanza, Jumbo lavasciuga uomo a bordo che va ad affiancare la poderosa Metro. |
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Servizio Clienti Per ogni esigenza contattate il Servizio Clienti, a vostra disposizione con competenza e professionalità. |
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